UN FIGLIO DOPO IL TUMORE
29 aprile 2026
Affrontare un percorso oncologico è una sfida enorme e “pensare al dopo", vale a dire alla possibilità di diventare genitori, è un segno di grande speranza e forza.
Grazie ai progressi della medicina e soprattutto della biologia, l’oncofertility oggi offre prospettive concrete attraverso la crioconservazione degli spermatozoi nell’uomo e la vitrificazione degli ovociti o del tessuto ovarico nella donna.
Ecco un quadro dettagliato delle possibilità per uomini e donne
1. Prospettive per l'uomo: Crioconservazione del seme
Per gli uomini, la procedura è relativamente semplice e consolidata. Molti trattamenti (chemioterapia e radioterapia) possono danneggiare in modo temporaneo o permanente la produzione di spermatozoi.
* Come funziona: Si effettua la raccolta di uno o più campioni di liquido seminale prima dell'inizio delle cure.
* Efficacia: Gli spermatozoi tollerano molto bene il congelamento (vitrificazione). Anche dopo molti anni, mantengono intatta la loro capacità fecondante.
* Tecniche utilizzabili: Una volta superata la malattia, se la fertilità naturale non dovesse tornare, i gameti congelati possono essere usati per la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), in particolare tramite la ICSI (iniezione intracitoplasmatica di uno spermatozoo direttamente nell'ovocita).
2. Prospettive per la donna: Crioconservazione degli ovociti mediante vitrificazione
Per le donne la situazione è più complessa ma ha raggiunto tassi di successo molto alti negli ultimi anni.
* Come funziona: Previa stimolazione ormonale (se i tempi del tumore lo consentono), vengono prelevati gli ovociti e congelati tramite vitrificazione (un congelamento ultra-rapido che evita la formazione di cristalli di ghiaccio che danneggerebbero la cellula).
* Fattore età: La probabilità di successo dipende molto dall'età in cui avviene il prelievo. Più la donna è giovane, migliore è la qualità degli ovociti.
* Prospettive future: Se il trattamento oncologico causa un'esaurimento ovarico precoce (menopausa precoce), gli ovociti scongelati possono essere fecondati in vitro e l'embrione trasferito nell'utero della donna.
3. Altre opzioni e casi particolari
Oltre alla crioconservazione dei gameti (cellule singole), esistono altre strade:
* Criotubazione del tessuto ovarico: Indicata per bambine prepuberi o per donne che non possono attendere i tempi della stimolazione ormonale. Si preleva un frammento di ovaio che viene poi reimpiantato dopo la guarigione.
* Trasposizione ovarica: Se la paziente deve sottoporsi a radioterapia pelvica, le ovaie possono essere spostate chirurgicamente "più in alto" nell'addome per proteggerle dalle radiazioni.
Considerazioni Importanti
· La sicurezza per il nascituro
Gli studi scientifici condotti finora sono rassicuranti: i bambini nati da gameti crioconservati di pazienti ex-oncologici non presentano un rischio maggiore di malformazioni o malattie rispetto ai bambini nati da concepimento naturale.
· Il timing è fondamentale
È cruciale che la discussione sulla fertilità avvenga immediatamente dopo la diagnosi, prima dell'inizio di qualsiasi terapia. Una volta iniziato il trattamento, la qualità dei gameti potrebbe essere già compromessa.
· Il supporto psicologico
Il percorso della oncofertilità aggiunge un carico emotivo a una situazione già difficile. È fondamentale farsi seguire da centri specializzati che offrano un approccio multidisciplinare (oncologo, ginecologo/urologo esperto in riproduzione e psicologo).
Prof. Dott. Lamberto Coppola- Medico Chirurgo. Specialista in Andrologia. Specialista in Ginecologia ed Ostetricia.
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